La valorizzazione del Brunello
Verso la metà degli anni Cinquanta nacque la Cooperativa “La Spiga”, i cui soci fondatori erano coltivatori diretti. Oggi questa Cooperativa gestisce un moderno frantoio ed un punto vendita di Brunello, Rosso di Montalcino, Moscadello, Vin Santo, grappa, miele e olio d’oliva. Negli anni Sessanta, durante il mese di maggio si svolgevano iniziative per la valorizzazione dei prodotti dell’agricoltura, con una rassegna bovina che conferiva premi ai migliori allevatori e stands allestiti nella fortezza trecentesca, dove si potevano degustare assaggi di Brunello, Vino rosso Moscadello e Vin Santo. L’associazione degli olivicultori locali. nel suo stand. regalava mignon di 50 gr. di olio d’oliva extravergine, con illustrazione scritta sulle proprietà salutari dell’olio. La Gazzetta Ufficiale del 30 maggio 1966 pubblicò un disciplinare con il quale si sanciva che il Brunello si sarebbe prodotto solo sul territorio vocato del Comune di Montalcino. Nel 1967 fu costituito il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, con 25 soci fondatori, 16 dei quali erano coltivatori diretti. Fra essi solo Giovanni Colombini era produttore del Brunello e lo commercializzava. Tancredi Biondi Santi non aderì al Consorzio. Oggi i soci del Consorzio sono 204 e l’estensione dei vigneti ammonta a 3.000 ettari, pari al 27% circa della terra coltivabile del montalcinese. La scelta strategica del Consiglio comunale si rivelò vincente nel 1978, quando Montalcino si piazzò al settimo posto nella graduatoria provinciale per il reddito pro capite il più alto dei Comuni a sud di Siena. Nel 1972 diciotto addetti all’agricoltura presso le Ambasciate straniere accreditate in Italia furono invitati alla Fattoria dei Barbi da Giovanni Colombini che, dopo aver illustrato le caratteristiche del Brunello, i metodi di invecchiamento e della commercializzazione, offrì in assaggio un Brunello Vendemmia 1930. Nel 1973 i produttori del Brunello presentano, alla Regione Toscana ed al Comitato Nazionale dei Vini, la domanda corredata da una documentazione storica ed analitica per ottenere la promozione del Brunello dalla denominazione di origine controllata (Doc) a quella controllata e garantita (Docg). Nel 1975, presso la rinomata enoteca Selci di Milano, per la prima volta presenteranno il loro prodotto più di venti produttori di Brunello. Ospite d’eccezione l’attore Ugo Tognazzi, che in una foto si vede sorridere fra i vignaioli di Montalcino mentre degusta il Brunello. Nel 1979 il Consorzio del Brunello chiede la denominazione di origine controllata per il Rosso di Montalcino; la documentazione è corredata da una delibera della Giunta Comunale a sostegno della domanda. Nel 1980, il Brunello Vendemmia 1980 fu il primo vino italiano ad essere promosso dalla Doc alla Docg. “I montalcinesi hanno ottenuto dallo Stato un’importante innovazione: poter scegliere dalla stessa base ampelografica di classificare il vino Brunello di Montalcino oppure Rosso di Montalcino”, così scriveva Civiltà del Bere nel settembre del 1985. Era la prima volta che in Italia fosse ammesso che dallo stesso vitigno si potessero ottenere due grandi vini, uno Docg (Brunello) ed uno Doc (Rosso di Montalcino). La scelta per classificare il Rosso può essere fatta al momento della vendemmia, e allora deve essere in commercio dopo un anno di botte, oppure durante il periodo di invecchiamento del Brunello con il passaggio a Rosso. Per le annate di vendemmia meno fortunate o per le partite di Brunello che non potessero arrivare all’invecchiamento, la Doc per il Rosso ha significato non precipitare nel limbo degli anonimi vini da tavola, Fino ad una trentina di anni fa le proprietà del Brunello di Montalcino erano conosciute solo da persone educate alla ricerca di “cose rare ed originali”. Nel ringraziare la giuria alla manifestazione di Benvenuto Brunello del 1999 per il premio assegnatogli (un “leccio d’oro”), A.Trimani, discendente di una famiglia proprietaria di enoteche in Roma fin dal 1821, ricordò quando, in occasione di un banchetto che doveva tenersi presso l’Ambasciata Italiana a Londra, su un aereo furono caricate diverse bottiglie di Brunello Riserva Biondi Santi Vendemmia 1955, per timore che trasvolando si ”guastasse”. Il Brunello superò la prova del volo e fu servito il 28 aprile 1969 alla presenza della Regina Elisabetta e del Presidente Saragat.