Eventi Straordinari - Assessorato al Turismo e Commercio del Comune di Montalcino

Vai ai contenuti

Menu principale:

Eventi Straordinari

450° Anniversario della
Repubblica di Siena ritirata in Montalcino
1555 - 1559

 
 

LE MANIFESTAZIONI CELEBRATIVE PER IL 450° ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA DI SIENA IN MONTALCINO SONO INIZIATE IL 21 MAGGIO 2005.


______________________________

MONTALCINO 1555-1559. IL TRATTATO DI CATEAU-CAMBRESIS, UNA PACE FRA DUE ERE. NUMISMATICA, CARTOGRAFIA, EDITORIA

Dal 12 Dicembre 2009 al 28 Febbraio 2010 all'interno dei Musei di Montalcino.
Raccolta Archeologica, Medievale, Moderna, si potranno rivivere quegli anni, attraverso alcune testimonianze...
Orario di apertura della mostra: 10,00/13,00 - 14,00/17,40 (lunedì chiuso)





Monete in esposizione
__________________________________


A te che visiterai la Fortezza, oltre che stupendi panorami di vicoli e chiassi racchiusi dentro le mura, offriamo questi versi e queste notizie e sicuramente capirai quanto noi Montalcinesi siamo orgogliosi e fieri della nostra città.


                                          “  Molte pagine di storia
                                              ogni pietra narrerà;
                                              ogni pagina.....una gloria
                                              che leggenda sembrerà.....”

                                        “  Quante lotte , quanti assalti
                                            quanto sangue, quanto ardor.......
                                            ......e quanta gloria su i vermigli spalti

                            

                                                                                                         ( dall’Inno a Montalcino)


L’ORGOGLIO DI ESSERE LIBERI



GLORIA A TE, MONTALCINO, ULTIMA E FORTE
ROCCA DI SIENA ED ULTIMA MINACCIA
RIBELLE EROICA CHE CHIUDESTI IN FACCIA
AL MEDICEO LADRON L’ULTIME PORTE.

     L’ULTIME E POI SILENZIO:- OH SEPOLTURA
     OVE A GRAN FORZA DI CATENE AVVINTA
     L’INSANGUINATA LIBERTA’ DISCESE:

OH, QUIETE DI TRE SECOLI OSCURA
CHE SU TUTTA LA SERVA ITALIA ESTINTA
COME UNA COLTRE FUNERAL SI STESE.

     GLORIA A TE, MONTALCINO, ONDE UN SENESE
     SUPERSTITE DRAPPELLO, ANCOR QUATTR’ANNI
     OPPOSE ALLA MITRAGLIA DEI TIRANNI
     LA REPUBBLICA SUA PERCOSSA A MORTE      
                                                                                 
( G. MARRADI )

Nel 1555, il 21 aprile, 4552 popolani, 242 nobili con le loro famiglie e le truppe francesi che al comando del  maresciallo Biagio Di Montluc avevano sostenuto l’estrema difesa di Siena, abbandonarono la città caduta in mano delle truppe spagnole e medicee e trovarono rifugio in Montalcino ove proclamarono la “ Repubblica Senensis in Monte Ilcino “ sotto la protezione del re di Francia.
La Repubblica cominciò a battere moneta propria e furono coniate monete in oro, argento e rame ove col motto Libertas appare la dicitura      Resp. Senens in M. Ilcino   ed al rovescio la lupa e l’Assunta, col motto Sub  tuum  praesidium  confugimus.
Medici e spagnoli si prepararono subito alla guerra sicuri di troncare sul nascere la resistenza di quel pugno d’uomini asserragliati sulle rocce di Montalcino; le truppe medicee nel maggio del 1555 mossero per intimare obbedienza a tutti i castelli che avevano giurato fedeltà alla Repubblica di Montalcino.
Nel 1556 l’elezione di Filippo II a re di Spagna lasciò prevedere un cambiamento della politica spagnola in Italia ma le cose non migliorarono affatto e Montalcino continuò a combattere aumentando l’esercito di 2000 fanti e 250 cavalieri.
Le truppe imperiali spagnole, sotto il comando di Don Garzia da Toledo rinnovarono per mesi e mesi i loro assalti a Montalcino ma la città non si arrese. I Montalcinesi cercarono con ogni sforzo di occupare Orbetello, allora in mano spagnola, per ricevere aiuti dalla Francia ma l’impresa non riuscì; Biagio di Montluc, comandante delle truppe francesi in Montalcino venne richiamato in patria
La fiaccola della libertà andava a poco a poco affievolendosi.
Nell’estate del 1558, l’esercito francese venne sopraffatto da quello spagnolo nella battaglia di S.Quintino e, il 3 aprile del 1559 a Chateau Cambresis, venne firmata la pace tra i due imperi.
Questo fece nascere nei Montalcinesi la speranza di poter mantenere il loro libero governo ma breve fu l’illusione; le condizioni del trattato cedevano il territorio di Montalcino alla Spagna e quindi al Ducato Mediceo.
I Montalcinesi non si abbassarono però subito al giogo ed ebbero l’orgoglio di dichiarare guerra a Firenze.
Quando però il duca dei Medici inviò  fanti, cavalieri e artiglieria ad unirsi alle truppe già accampate, Montalcino fu costretta ad inviare ambasciatori a Firenze.
Il 31 luglio 1559 Alessandro Vannucci, ultimo capitano del popolo Montalcinese, ricevette l’ambasciatore spagnolo unitamente al rappresentante del duca dei Medici e consegnò loro le chiavi della città vinta, ma non domata.
Il conio delle monete che portavano incise l’Assunta e la lupa di Roma fu infranto; il vessillo della morente libertà d’Italia, che aveva sventolato per quattro anni sugli spalti dell’indomita rocca, fu ammainato.
In quella sera di luglio, mentre si spegneva l’ultimo simulacro di Repubblica, gli uomini ed i castelli delle terre vicine videro il sole della LIBERTA’ tramontare per sempre dietro le torri di Montalcino.


 
Torna ai contenuti | Torna al menu