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Il territorio senese deve molto della sua forte
connotazione e qualità alla non comune diffusione di beni culturali;
l'integrazione tra queste presenze e un paesaggio segnato anch'esso
dalla cultura ha creato quella forte stratificazione d’eventi, segni,
occasioni di memoria e testimonianze che hanno portato all'esistenza di
molti piccoli musei, civici e diocesani, nei quali si concentra gran
parte del patrimonio artistico proveniente da chiese, palazzi e
collezioni private, istituzioni, scavi archeologici etc.
Si tratta, in molti casi, di sceltissimi patrimoni d'arte, di vere e
proprie testimonianze di civiltà; momenti fondamentali per delineare e
dare corpo al più autentico senso d’identità di un territorio e della
comunità che lo abita. Quasi sempre, ma questa è una caratteristica da
considerarsi nazionale, i musei sono ospitati dentro edifici antichi,
con caratteri architettonici molto marcati, esigenze di conservazione
tali da impedire talvolta di organizzare al loro interno un’efficiente
struttura espositiva. Ormai si è compreso le esigenze di un gran museo
sono diverse e non compatibili con quelle delle piccole strutture
territoriali; sarebbe quindi un sicuro errore tentare di standardizzare
le soluzioni progettuali e organizzative, prescindendo da contenuti,
contesto e dimensioni di ogni singola realtà museale.

Il Sistema dei Musei Senesi, realizzato
tramite un accordo di programma tra la Provincia di Siena e il
Ministero per i Beni Culturali e le Soprintendenze territoriali
competenti e tra la Provincia e diversi comuni e istituzioni
culturali, comprende ad oggi i musei: Museo Etrusco e d'arte sacra -
Palazzo Corboli (Asciano), Museo della mezzadria nel '900 (Buonconvento),
Museo di arte sacra della Val d'Arbia (Buonconvento), Museo Archeologico
e della Collegiata (Casole d'Elsa), Museo tematico sul paesaggio
(Castelnuovo Berardenga), Centro Servizi e Museo civico per la
Preistoria del Monte Cetona (Cetona), Museo civico archeologico delle
acque (Chianciano), Museo epigrafico e lapidario (Chiusi), Museo civico
e d'arte sacra (Colle di Val d'Elsa),
Museo Civico e Diocesano
d’Arte Sacra (Montalcino), Museo civico e Pinacoteca Crociani
(Montepulciano), Museo Archeologico (Murlo), Museo del teatro povero e
dello spettacolo popolare toscano (Monticchiello - Pienza), Museo
archeologico e della città (Pienza), Museo diocesano d'arte sacra (Pienza),
Spezieria di Santa Fina (San Gimignano), Museo civico archeologico (Sarteano),
Centro documentazione delle Grance e esposizioni ateliers d'arte
contemporanea (Serre di Rapolano - Rapolano Terme), Musei dell'Accademia
dei Fisiocritici (Siena), Museo civico (Siena), Museo del Bosco (Orgia -
Sovicille), Museo della terracotta (Petroio - Trequanda).
Il progetto, avviato agli inizio del 1990, si caratterizza come tipico
esempio di work in progress che vede l'impegno di più Enti e molte
competenze. Tutto ciò ha ricevuto una decisiva accelerazione dalla
forte iniziativa dell'amministrazione Provinciale di Siena e dei Comuni
, dalla scelta strategica (fine 1993) di destinare i fondi della
cosiddetta “grande opera” da realizzare con gli utili di gestione del
Monte dei Paschi di Siena a questo programma, dall'innesto su di
esso (grazie alla scelta della Regione Toscana) di contributi
finanziari regionali e dell'Unione Europea, dall'impegno e dalla
collaborazione con le soprintendenze per i beni artistici, storici e
archeologici, dalla cui attività - in passato - sono proprio scaturite
le istituzioni di tanti tra i musei ricordati, fra i quali quello di
Montalcino rappresenta il quarto esempio importante.
Si tratta di una strategia di interventi, da articolarsi nel
campo amministrativo-gestionale e in quello museografico,
in una sequenza di tempi determinati dalla diversità delle esigenze dei
singoli musei.
In qualche caso sono collezioni d'arte già ordinate, visitabili, che
devono essere riallestite, magari in spazi più ampi e con migliori
attrezzature per il pubblico; in altre circostanze la struttura museale
deve essere delineata ex-novo sia sul piano organizzativo e scientifico,
sia su quello architettonico e museo grafico.

La prima elaborazione del progetto si è posta come
obiettivo di enucleare indicazioni, suggerimenti e prescrizioni da
tradursi, al momento opportuno, in elementi progettuali, oggetti
d’arredo e d’allestimento, sistemi di comunicazione. I tanti musei
che compongono il sistema non vengono allestiti tutti agli stessi modi,
per il fatto che pongono in mostra oggetti diversi da ospitare in spazi
diversi; la loro appartenenza ad un'unica matrice potrà essere percepita
attraverso altri segni e caratteri, alcuni precisabili come oggetti,
altri come metodo di ordinamento museale e, se così si può dire,
atmosfera generale degli spazi da offrire ai visitatori.
Alcune indicazioni generali si possono schematizzare in una linea che
miri alla semplicità, sia degli arredi che nella individuazione dei
percorsi, alla facile e immediata lettura dell'assetto museale e del
significato dell'ordinamento proposto.
Il progetto architettonico non perde di vista l'aspetto della
meditazione e del relax che devono essere consentiti al
visitatore del museo.
Attività complementari che costituiscono un necessario momento
compensativo rispetto al tempo dell'apprendimento e della concentrazione
e che possono consistere in azioni temporanee come il riposo fisico, la
lettura, la conversazione, lo shopping, attività che hanno bisogno di
spazi appropriati e adeguatamente attrezzati.
Proprio queste possono essere le parti del museo ove maggiore è il grado
di riconoscibilità del sistema: gli arredi da apprestare per la
biglietteria, il banco di vendita e di esposizione del bookshop, il
guardaroba, le sedute per le aree di soggiorno.
L'unitarietà dell'impostazione di tutto il sistema di comunicazione
interna al museo, da legare strettamente con le iniziative di
promozione territoriale diffusa, è un altro aspetto di grande importanza
ed efficacia per costruire un'immagine coordinata dell'intero sistema.
Anche in questo caso si è giunti a definire un vero e proprio
progetto pronto per l'uso, un manuale che contempla l'individuazione
di un logo originale, la scelta del carattere tipografico, il disegno
dei cartelli segnaletici, i dèpliant illustrativi, la guida per ogni
museo, i cataloghi scientifici e i manifesti.
Questi singoli elementi acquisiscono una notevole forza di impatto in
ragione della loro contemporanea presenza in tutte le sedi e quindi del
loro potere di ripetitività e riconoscibilità, pur
trovandosi in differenti contesti e a completamento e servizio di
strutture museali diverse.
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