Fuori le mura

 

 

"Il Greppo-Palazzo-La Velona-Castelnuovo dell'Abate-Abbazia di S.Antimo-Mulinello-Sesta- Casa Nuova Lisini-S.Angelo in Colle"

 

 

Seguire la Strada Provinciale n.14; all'incrocio, vicino alla Fortezza, prendere la SP.55 per Sant'Antimo (Km. 28).

Il Greppo (Km. 2) Percorsi due chilometri, incontriamo a sinistra un viale di cipressi che conduce al complesso architettonico "Il Greppo" composto da vari edifici costruiti in epoche diverse. Da notare una cappella, sulla facciata della quale si vede il bel portale coronato da una cornice in laterizio. La sovrastante lunetta e le modanature che sostengono il timpano sono anch'esse in laterizio. Fu fatta costruire nel 1720 da Tullio Canali, insigne uomo di cultura locale ed autore della famosa storia di Montalcino. Le ulteriori modifiche architettoniche compiute nel secolo scorso sono evidenti nel loggiato a tutto sesto.

Palazzo (Km. 7) Dopo altri cinque chilometri imbocchiamo a sinistra una strada sterrata e, a 100 metri, giriamo a destra per il "Palazzo". La struttura architettonica è riferibile al XIII secolo; in passato il complesso è stato una frateria appartenuta alla giurisdizione dell'Abbazia di S.Antimo. La casa torre con basamento a scarpa (parete inclinata sulla verticale) rifinito in cotto mostra, nella parte alta, alcune feritoie ed è costituita da due edifici con al centro il cortile. Ritornati indietro sulla strada asfaltata continuiamo a sinistra ed arriviamo così a Castelnuovo dell'Abate. Lasciato il paese alla nostra destra continuiamo per la prima strada a sinistra. Seguiamo, l'indicazione di Monte Amiata-Vetta e dopo un chilometro e mezzo arriviamo all'imbocco di una strada sterrata che porta al Castello La Velona (proprietà privata).

La Velona (Km. 8,5) II Castello venne costruito su un poggio da cui si domina la sottostante valle dell'Orcia. Le notizie sull'antico fortilizio sono alquanto scarse: nel 1208 La Velona era compresa tra le comunità del territorio ilcinese che, sottomesse a Siena, dovevano versare a questa città una regolare tassa. Il castello nel 1402 fu acquistato dalla famiglia Accarigi. Occupato dai fiorentini, divenne un importante baluardo nella guerra contro i Visconti, Signori di Siena. Due anni dopo, il fortilizio venne restituito alla Repubblica di Siena e da questo momento in poi La Velona entrò a far parte dei tanti presidi militari che, sotto il dominio senese, erano adibiti alla sorveglianza del territorio. La struttura presenta un paramento murario in conci di pietra con base a scarpa e torri angolari. Le due torri (una merlata a l'altra con tetto a capanna) sono collegate tra di loro tramite delle costruzioni più basse, che fungono da cinta muraria. Si accede al cortile interno tramite due passaggi coperti, posti a lato del torrione con il tetto a capanna. Nel cortile notiamo una cisterna e gli accessi alla cappella ed alla abitazione (edifici che furono costruiti addossati alle mura). Pochi chilometri più avanti troviamo il piccolo borgo di Monte Amiata Scalo, con l'omonima stazione ferroviaria. Visitato La Velona, ritorniamo all'incrocio e proseguiamo per Castelnuovo dell'Abate.

Castelnuovo dell'Abate (Km. 10) Il borgo sorge su una collina alle cui pendici orientali scorre il fiume Orcia. Sulla sua origine non si hanno notizie certe, ma sembra che i monaci della vicina Abbazia di S.Antimo l'abbiano ricostruito sulle rovine di un precedente insediamento romano. Tutto ciò sarebbe dimostrabile attraverso il cospicuo materiale archeologico, costituito da lapidi sepolcrali e frammenti di epoca romana, rinvenuti nella zona. Castelnuovo dell'Abate si sviluppò sotto la signoria degli Abati di S.Antimo, ma nel 1265 fu sottoposto alla repubblica di Siena, come castello di frontiera, che nel 1360 lo cinse di mura. Oggi delle mura rimane ben poco. Originaria è la porta d'ingresso al paese, anche se è stata nel corso dei secoli modificata. Entriamo ora nella via principale, percorrendo il Borgo di Mezzo fino ad arrivare alla Piazza Nuova, dove, sulla destra, troviamo il bel Palazzo Piccolomini, in stile rinascimentale. L'imponente edificio è in pietra con gli angoli, le finestre e il portale incorniciati da pietre a bugnato. Sulla destra dell'ingresso notiamo una piccola edicola raffigurante l'immagine di San Giuseppe in ceramica. Poco più avanti vediamo l'elegante Palazzo, in laterizio, del Vescovo Bellanti costruito nel tardo rinascimento. Di fronte ai due palazzi, la chiesa parrocchiale dei SS. Fi1ippo e Giacomo; questa conserva alcuni elementi in sti1e romanico. E' stata modificata nel 1597. Infine suggeriamo, prima di lasciare Castelnuovo, di ammirare lo stupendo e vasto panorama della Maremma e del monte Amiata visibi1i percorrendo la circonvallazione dell'abitato. Usciti da Castelnuovo dell'Abate seguiremo, a sinistra, l'indicazione per l'Abbazia di S.Antimo.

Abbazia di S.Antimo (Km. 12) L'Abbazia sorge nella solitaria Valle Starcia; è uno dei monumenti più belli di stile romanico, probabilmente cistercense, con evidenti richiami ai modelli lombardi. Lasciando S.Antimo per tomare al bivio da cui siamo giunti, giriamo sulla destra per la strada che porta a Sant'Angelo in Colle che, dopo un breve tratto di asfalto, diviene sterrata.

Mulinello (Km. 13) Dopo un chilometro circa osserviamo in alto, sulla destra, il podere Mulinello del XVIII secolo. La costruzione e composta da edifici a semicerchio al cui centro c'e il cortile dove e possibile entrare tramite un'unica apertura ad arco.

Sesta (Km. 14) Percorso un altro chilometro troviamo la località "Sesta"; qui sono state trovate tracce di insediamenti di epoca romana, resti di mura e basi di colonne. Successivamente a Sesta fu eretta la Pieve di S. Maria, già ricordata in un documento del 650. Attualmente intorno all'antica chiesa, gravemente manomessa, sono stati costruiti vari edifici risalenti ai secoli XVIII-XIX.

Casa Nuova Lisini (Km. 16) Fatti altri due chilometri sulla sinistra c'è Casa Nuova Lisini. Soffermandoci possiamo ammirare un complesso architettonico risalente al 1700, dove il torrione in muratura è espressione della parte più antica. Interessante la loggia che si affaccia sul cortile; questa è formata da archi che, costituendo un insolito motivo decorativo, sono più piccoli da sinistra verso destra. Raggiungiamo la strada asfaltata, qui giriamo a sinistra per la SP. n. 14, ed arriviamo a S.Angelo in Colle.

S.Angelo in Colle (Km.18) Il Borgo, di forma semicircolare, è posto sulla sommità di una collina, la cui esistenza e documentata dal 714 in un diverbio tra gli episcopati di Siena e Arezzo. Successivamente, nel 1208, S.Angelo in Colle si ritrova tra le piccole città dipendenti da Siena, che nel 1265 la fortificò, diventando cosi castello di frontiera. Intorno al 1282 fu dato in feudo alla famiglia Salimbeni e nel 1339 divenne sede del secondo vicariato. Questo amministrava un vasto territorio compreso fra le val1i dell'Orcia, dell'Ombrone e del Merse. All'ingresso del borgo si erge un torrione, comunemente chiamato il "Cassero", che fu in passato un fortilizio militare. Nel XIV secolo faceva parte, insieme ad un tratto di mura, di una grancia (fattoria gestita da religiosi) dello Spedale di S. Maria della Scala, importante punto di sosta durante gli spostamenti del bestiame verso la Maremma. Arrivati nell'ampia piazza Castello troviamo la pieve romanica di San Michele Arcangelo. L'entrata principale, il cui portale è costruito con lo stesso travertino dell'Abbazia di S.Antimo, è situata sulla destra dell'edificio. L'interno della chiesa, ad una sola navata, ha travature lignee e conserva opere di notevole pregio artistico: sulla destra vediamo i resti di un affresco di autore ignoto, sulla sinistra un bel dipinto raffigurante la Resurrezione, eseguito da Giovanni da Cortona nel 1477; dietro l'Altare Maggiore un settecentesco crocifisso ligneo, sulla destra un altro affresco raffigurante Sant'Antonio di autore ignoto. Nel retro della chiesa vediamo il campanile in pietra con la parte finale in laterizio. A lato si trova l'elegante palazzo Franceschi, già ristrutturato nel Seicento, che ha subito ulteriori rimaneggiamenti nell'Ottocento: gli interventi hanno interessato le finestre del piano terra. Accanto, troviamo la Piazzetta del Pozzo, così chiamata perchè negli anni trenta vi si trovava una grande cisterna che venne chiusa perchè sprovvista di protezioni. Sul lato destro c'è un edificio con sottostante passaggio coperto e di fronte a questo il trecentesco palazzo dei Tolomei. L'edificio presenta due ingressi i cui portali recano lo stemma di famiglia; inoltre sulla semplice facciata in pietra sono da notare due marcapiani (cornici che segnano il livello dei piani) con decorazione a dentelli in laterizio. Proseguendo verso via del Calcinaio troviamo, a destra, una delle porte d'accesso alla città. Continuiamo ancora per questa via ed arriviamo alla chiesa della Madonna, che presenta una facciata in pietra con portale in laterizio. Al suo interno possiamo ammirare il bel dipinto, raffigurante la Vergine col Bambino, attribuito alla scuola dei Lorenzetti. Per poter visitare il "Cassero" chiedere informazioni al circolo ricreativo. Inoltre, percorrendo la strada esterna che segue l'antico tracciato delle mura, possiamo vedere l'antica chiesa di San Pietro. Usciti dal paese ritorniamo a Montalcino.

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