Fuori le mura

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"Montalcino-Podere Cottimello-Podere Collodi-Castello Altesi-Altesino-la Rondinella-Torrenieri-Chiesa dell'Osservanza-Montalcino"

 

Seguire le Strade Provinciali n.45, la n.14 e la Strada Statale n.2. Da Montalcino prendiamo la SP.14. Dopo 1,7 Km., seguiremo l'indicazione per Buonconvento; percorso un chilometro, sulla destra, vediamo il podere Cottimello (Km. 25).

Podere Cottimello (Km.1) L'antico complesso architettonico del Cottimello risale al medioevo. Nel Settecento l'edificio e l'area circostante fu acquistata dalle suore domenicane del convento di S.Caterina in Montalcino. Della struttura originaria rimane la rimaneggiata torre a base quadrata (ben visibile dalla strada) e l'edificio annesso. Continuiamo per quattro chilometri, fino all'altezza della Cantina Sociale, poi giriamo a destra e dopo aver percorso circa novecento metri, a sinistra, proprio accanto alla strada, troviamo l'antico complesso di Collodi (oggi in gran parte distrutto).

Podere Collodi (m.900) Alcuni studiosi asseriscono che Collodi fu uno dei borghi che subì più danneggiamenti durante le invasioni barbariche. Lo storico Canali fa risalire la distruzione del borgo al XIII secolo ad opera dei Senesi. Di sicuro si sa che dopo il 1254 Collodi apparteneva al comprensorio di Montalcino. La struttura attuale è costituita da tre edifici primari ed un corpo minore adibito a usi vari (porcilaia e forno) coperto da una pensilina. L'aspetto più interessante del complesso è dato dalla facciata posta a Sud-Est, che presenta un avancorpo con loggiato ad archi in laterizio e scala esterna in pietra. Ritornati indietro sulla SP.n.45, proseguiamo a destra verso il suggestivo Castello Altesi e il podere Altesino. Seguendo i cartelli indicatori, lasciamo la strada asfaltata per inoltrarci in una strada sterrata che, in leggera salita, ci condurrà al castello Altesi.

Castello Altesi (Km.9,4) Il Castello Altesi si erge su una collina, al confine con il comune di Buonconvento. All'inizio del Trecento, l'Ospedale senese di S.Maria della Scala possedeva vari beni: terreni ed immobili in "località dell'Altesi". Costruito nel XV secolo, come attestano le originali bifore al primo piano e il progetto planimetrico, il castello fu occupato dalle truppe spagnole capitanate da Don Alvaro di Sande, durante la Repubblica di Siena in Montalcino, come attestano le cronache del 1556. La struttura è un'articolata costruzione difensiva, scandita da una pianta quadrangolare. Da notare nella facciata l'alta base a scarpa e torrioni angolari. Gli accessi al castello sono due. Quello sul fronte Sud aveva originariamente un ponte levatoio, oggi sostituito da un terrapieno; dal semplice portale in pietra locale entriamo in un cortile, modificato in tempi recenti. Da notare lo stemma della famiglia Trecerchi, datato 1441. L'ingresso sul lato opposto ha un piombatoio (struttura utilizzata ai fini bellici per gettare addosso ai nemici olio bollente o pece) sopra la porta; all'interno troviamo un cortiletto con pozzo riferibile al XVI secolo. Sul lato destro, rispetto alla facciata, notiamo il bel marcapiano realizzato in parte in pietra locale ed in parte in travertino. Il primo piano originariamente presentava delle bifore che oggi sono state chiuse o alterate ad eccezione di una. Di fronte all'ingresso principale una piccola cappella in laterizio. Proseguiamo sulla strada e sulla destra, dopo un chilometro, raggiungiamo il Podere Altesino.

Podere Altesino (Km. L) La struttura architettonica si presenta con un unico fronte molto lungo a due piani in mattoni, ristrutturata nel XVII secolo. Quella più antica, presenta una leggera impostazione a scarpa ed ha sulla facciata uno stemma raffigurante l'arme della famiglia Trecerchi (datato 1441) analogo a quello trovato nel castello Altesi. Questo elemento fa supporre che i Trecerchi fossero i signori di questo comprensorio. Ritorniamo indietro verso la SP., giriamo a destra in direzione Buonconvento e, arrivati al bivio, prendiamo ancora a destra immettendoci nella Cassia (antico nodo viario che in epoca medioevale ebbe il nome di Francigena) in direzione Torrenieri. Alla fine di una serie di curve molto strette, accanto alla ss. n.2, troviamo a destra la bella villa della Rondinella. Anche se quest'edificio è fuori dal territorio ilcinese, lo proponiamo per la sua particolarità e bellezza e per la sua singolarità: è l'unico esempio di villa in stile liberty in quest'angolo della Toscana.

La Rondinella (Km. 11,5) La villa fu commissionata all'architetto Gino Chierici da Luigi Saverio Ricci, uomo colto ed intelligente appartenente ad una ricca famiglia di proprietari terrieri e che, probabilmente impressionato dall’”Expo" di Torino del 1902 e dai nuovi movimenti d'avanguardia, aderì allo stile liberty che si andava diffondendo in Europa ed anche in Italia. Il bell'edificio a mattoni presenta nelle pareti esterne una ricca decorazione in pittura e ceramica policroma con raffigurazione di fiori e di frutta, motivo dominate della corrente liberty. La struttura architettonica è a pianta quadrata e presenta un avancorpo anch'esso quadrato (la torre). In alto un lucernario e un balconcino chiuso sui tre lati; la parte centrale dell'edificio presenta un marcapiano in travertino che gira tutt'intorno all'edificio. Intorno alle finestre e ai balconcini si nota la bella fusione tra il colore chiaro del travertino e gli elementi di ceramica. L'antiporta, che dà accesso alla villa, presenta una decorazione in ferro battuto e vetro. Il curato giardino all'italiana, adiacente alla villa, crea un netto e suggestivo contrasto con l'attuale precarietà della struttura. Continuiamo per la SS.2. e, percorsi 6 chilometri, giungiamo a Torrenieri.

Torrenieri (antica Turrenier) (Km.18) Torrenieri, centro importante sulla via Francigena, venne menzionato dall'arcivescovo Sigerico di Canterbury nel 990-994. Nel 1208, come altri castelli del territorio ilcinese, era assoggettato alla Repubblica di Siena. Per la particolare posizione strategica, Torrenieri subì vari attacchi e distruzioni: nel 1235 il borgo fu incendiato dagli Orvietani; nel 1316 e nel 1324 i Pisani lo saccheggiarono due volte. A fronte dei gravi problemi economici in cui versava la città, il governo senese concesse degli sgravi fiscali che permisero alla comunità una ripresa economica ed i restauri delle fortificazioni. Ma gli sforzi degli abitanti di Torrenieri non bastavano ed intervenne Siena che iniziò una vera e propria campagna di ristrutturazione delle mura, durata dal 1371 al 1408. Del castello originario si conservano a Nord i torrioni con basamento a scarpa e una decorazione in pietra (modanatura), l'altra torre è stata inglobata negli edifici costruiti successivamente. Da visitare la chiesa Plebana di S.Maria Maddalena, a croce latina, con due absidi quadrangolari; il campanile è stato restaurato. All'interno le absidi sono circolari, le decorazioni, gli stucchi e la copertura sono stati restaurati nel XIX secolo. Il paese oggi è caratterizzato da una forte attività industriale: fabbriche di laterizi e ceramica. Lasciato Torrenieri ritorniamo verso Montalcino seguendo la SP.n.14. Al tratto di strada che ci accingiamo a percorrere fa da cornice il paesaggio circostante che nella parte bassa presenta vaste aree coltivate a grano o ad orzo, mentre in quella alta olivi e vigneti. Lasciato alle spalle il bivio per Buonconvento, dopo quattrocento metri, giriamo a destra, là dove gli indicatori segnalano la sede dei Vigili del Fuoco, per andare a visitare la Chiesa dell'Osservanza.

La Chiesa dell'Osservanza (Km.24) Poco prima del centro abitato è la chiesa dell'Osservanza con annesso convento. La bella struttura è immersa nella natura circostante. La chiesa, realizzata agli inizi del XVI secolo, fu abbandonata per circa un trentennio in seguito all'assedio del 1553 che causa al complesso notevoli danni. Il campanile a forma quadrata presenta quattro grandi archi che si aprono nella cella campanaria; ed è costruita in pietra e laterizio. L’interno della chiesa, ad una sola navata, è stata pesantemente rimaneggiate nel XVIII secolo. Tra le opere d’arte ben conservate un San Bernardino tra due angioletti di Sano di Pietro (sec. XV) e una Pietà di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma (sec. XVI). Il bel chiostro interno al convento ha un portico che continua anche sul lato Nord (in parte tamponato). Ultimata la visita, si ritorna a Montalcino.

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